Prefazione

Dai primi Cimiteri dei Caduti nella I Guerra Mondiale (1915-18) ai grandi Sacrari degli anni 30 del 1900. I Caduti accolti nel Tempio Ossario di Udine.

Durante la prima Guerra Mondiale (1915-18) non esistevano - in Italia - specifiche direttive del governo volte a onorare i Caduti in battaglia e a garantirne una sepoltura dignitosa e perpetua, tuttavia un provvedimento immediato, nel corso o subito dopo le operazioni belliche, era necessario. Questo consistette nell'identificazione dei soldati caduti e nella loro tumulazione in improvvisati e precari cimiteri di guerra - situati nella zona del fronte - che solo parzialmente potevano assolvere questa funzione.
Alla fine della guerra, fu evidente la necessità di dare un assetto piú stabile e dignitoso alle sepolture dell'enorme numero di Caduti (700.000 ca.). A questo scopo, fu istituita (1919) la Commissione Nazionale per le Onoranze ai Caduti con un Ufficio Centrale a Udine, sotto la guida del col. Vincenzo Paladini, poi a Padova, nel 1927, sotto il comando del generale Giovanni Faracovi. L'attività di questo Ufficio si proponeva di recuperare le salme dei soldati caduti dispersi, di accertarne l'identità e di localizzare i cimiteri di guerra situati nella fascia di territorio dallo Stelvio al Carso, teatro della I Guerra mondiale nel settore italiano. I risultati del lavoro svolto evidenziarono un gran numero (2876) di piccoli cimiteri disseminati lungo la linea del fronte, una parte dei quali mostrava, nelle sepolture, i segni di una estemporanea realizzazione dettata dall'urgenza della guerra in atto e, in tutti, era evidente l'assenza di un'organizzazione che assicurasse per ogni tomba ugual decoro, dignità, e cura che ne garantisse la durata nel tempo.
Sulla base di queste considerazioni si ritenne opportuno sopprimere gran parte dei cimiteri di guerra rilevati, riesumarne le salme, identificarle e trasferirle in sedi piú agevoli e di maggiore capienza. Ma questo riordinamento era solo un primo passo verso la sistemazione definitiva e perpetua delle salme nei monumentali sacrari degli anni '30 del secolo scorso, voluti, anche per ragioni economiche e politiche, dal regime fascista. La realizzazione dei grandi sacrari programmati (Redipuglia, Udine, monte Grappa, ecc.) garantiva la sepoltura monumentale, perpetua e dignitosa dei Caduti con un peso economico di manutenzione delle strutture inferiore a quello prevedibilmente necessario per la cura separata di ogni singola tomba, ma soprattutto questa soluzione assicurava al regime la costante disponibilità di larghi spazi e ampie strutture architettoniche facilmente raggiungibili, atte ad accogliere cerimonie celebrative, pellegrinaggi e altre manifestazioni che contribuivano a esaltare l'epopea della vittoria e della guerra stessa attraverso la glorificazione dei Caduti.

Il Tempio Ossario di Udine accoglie, secondo una memoria che si tramanda oralmente, 25.000 salme di soldati caduti prevalentemente lungo il fronte del Friuli orientale e provenienti dai primitivi centri di raccolta derivati dal riordinamento dei cimiteri di guerra. In realtà, attenendoci ai dati dei registri conservati nell'Ufficio parrocchiale della Chiesa di San Nicolo-Tempio Ossario, le salme presenti in questo sacrario sono 21.874 di cui 16.214 sono state identificate e 5660 sono risultate prive di elementi di riconoscimento. Nel numero delle prime sono comprese 344 salme di Caduti della II Guerra mondiale (1940-45). In un'atmosfera di grande austerita, i resti mortali dei Caduti identificati sono contenuti nei loculi inseriti nelle pareti delle cappelle ai lati della navata centrale, nelle pareti del transetto e dell'abside centrale della Chiesa superiore. Ogni loculo è chiuso da una lapide di travertino che porta inciso il nome del soldato caduto. Anche le pareti della grande Cripta racchiudono nei loculi marmorei i resti terreni di tanti giovani che persero la vita combattendo per la Patria. I nomi seguono un ordine alfabetico e spiccano dalle pareti come un grido evocatore del loro sacrificio e la sequenza, che sembra non avere fine, si offre alla pietas del visitatore. Anche i Caduti non identificati (5660) riposano in questo ambiente e la loro sepoltura, alla base e su ambo i lati dello scalone d'accesso alla Cripta, si trova in due ampi settori di muro rivestiti da lastre di marmo grigio sulle quali campeggia la scritta "Et nomen cum sanguine pro Patria dedimus".
Le salme identificate (16.214) sono elencate in 2 volumi conservati nell'Ufficio parrocchiale di San Nicolo-Tempio Ossario che possono essere consultati nei giorni e negli orari previsti. Dal presente sito si può scorrere l'elenco di Caduti o usare il motore di ricerca per facilitare e velocizzare il reperimento dei dati relativi ad ogni singolo Caduto e la sua collocazione nell'Ossario.

Per le notizie contenute in questo scritto, abbiamo fatto riferimento ai documenti contenuti nell'Archivio parrocchiale di San Nicolo-Tempio Ossario e ai seguenti articoli nella Rivista internazionale di architettura e urbanistica Parametro n. 213/marzo aprile 1996
  • - Cesare Alberto Loverre L'architettura necessaria/Culto del Caduto ed estetica della politica pp. 18-32
  • - Giovanni Tubaro Opere per la seconda linea/Il Tempio Ossario di Udine, pp. 46-55


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